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art 5 geotermico

E se la soluzione fosse semplicemente sotto di noi? Questo è il principio che regola i nuovi impianti che funzionano grazie al principio della geotermia, ovvero sfruttando la produzione naturale di calore del sottosuolo. Grazie a questo metodo, con un solo impianto è possibile sostituire tutti gli altri che comunemente si trovano in un’abitazione. L’impianto geotermico infatti può generare riscaldamento, raffrescamento, acqua calda e acqua fredda, per provvedere ad ogni esigenza dell’edificio in base alle diverse stagioni e temperature. Oltre a questo, uno dei più grandi vantaggi di tale impianto è la capacità di ridurre di gran lunga le emissioni di Co2 disperse nell’ambiente.

Nello specifico l’installazione di un impianto geotermico prevede la sistemazione di tubature interrate in direzione orizzontale o verticale al di sotto dell’abitazione. Queste si collegano ad una pompa geotermica installata nell’edificio, che manda il calore (dal terreno o dall’acqua) agli ambienti interni. Tramite il meccanismo dell’accumulo e dello scambio termico poi, si alterna la distribuzione del calore per i mesi invernali, e quella del fresco per i mesi estivi.

Gli impianti geotermici possono essere di due tipi:

  • monovalente: capace di soddisfare il fabbisogno energetico di un’intera unità abitativa.

  • bivalente: quando l’impianto si presta all’integrazione con altri generatori di calore ad alta efficienza, come i pannelli solari termici e le caldaie a condensazione

In sempre più progetti di costruzione verranno utilizzate pompe di calore e reti di calore. Attraverso queste reti, gli edifici ricevono calore sostenibile dall’energia geotermica, dall’industria o dagli impianti di incenerimento dei rifiuti. Oggi, ad esempio la regione fiamminga del Belgio possiede solo 76 reti termiche, che insieme forniscono meno di L’1 per cento della domanda è di calore, ma è un elemento chiave per tenere sotto controllo la bolletta energetica fiamminga: si stima infatti che a lungo termine, circa 4 famiglie fiamminghe su 10 saranno in grado di riscaldare in modo più economico e sostenibile grazie al calore residuo dall’industria.

Un impianto di riscaldamento geotermico può durare molto tempo, ma le sue condizioni dipendono da tanti fattori, ovviamente soprattutto dalle componenti scelte per la sua realizzazione. Infatti, ciascuna di loro ha una differente durata. Per esempio, se di ottima qualità le pompe di calore geotermiche possono durare almeno 20 anni, le sonde, invece, più di 50 anni, mentre i pannelli radianti possono funzionare correttamente per più di 30 anni.